Curiosità

In questa Sezione sono evidenziate degli stralci di biografie ritenute storicamente importanti. Se hai uno o più eventi da far risaltare per la vita di un Papa, contattaci!

Stefano III (768-771)Adriano I (771-795)Eugenio III (824-827)Gregorio IV (827 - 844)

Cercò d’impedire il matrimonio di Carlomagno con Grisela, figlia di Desiderio, re dei Longobardi, ma non vi riuscì.

Provocò la distruzione del regno dei Longobardi da parte dei Franchi

Alcuni storici attribuiscono a lui l’istituzione della «prova dell’acqua fredda», la quale consisteva nel gettare gli accusati nell’acqua benedetta ed esorcizzata. Se andavano a fondo, erano ritenuti innocenti, colpevoli invece se galleggiavano. Tale mezzo di giudizio fu stigmatizzato e abolito dal concilio di Laterano indetto da papa Innocenzo III.

Istituì la FESTA D’OGNISSANTI.

Tutti i Santi, dipinto di Beato Angelico

Tutti i Santi, dipinto di Beato Angelico

Il 1° novembre venne decretato festa di precetto da parte del re franco Luigi il Pio nell’835. Il decreto fu emesso “su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”. La festa si dotò di ottava solenne ancora presente nel rito straordinario della Chiesa durante il pontificato di Papa Sisto IV della Rovere, quando, bandendo la crociata per la liberazione di Otranto nel settembre 1480, il pontefice implorò la benedizione dell’Altissimo sulle schiere cristiane. L’antropologo James Frazer, osservando che, prima di diventare festa di precetto, Ognissanti veniva già festeggiato in Inghilterra (paese un tempo abitato dai celti) il 1º novembre, ipotizzò che tale data fosse stata scelta dalla Chiesa per creare una continuità cristiana con Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno (secondo le teorie dello storico Rhŷs), a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese[senza fonte]. Questo studioso, insieme con altri, sostenne che, secondo le credenze celtiche, durante la festa del Samhain i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e che quel giorno celebrazioni gioiose venissero tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non sarebbe mai stato eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti. Lo storico inglese Ronald Hutton ha messo in discussione queste tesi, osservando come Ognissanti venisse celebrato da vari secoli (prima di essere festa di precetto), in date discordanti nei vari paesi: per la chiesa di Roma era il 13 maggio, in Irlanda (paese di cultura celtica) era il 20 aprile, mentre il 1º novembre era una data diffusa in Inghilterra e Germania (paesi di cultura germanica). Inoltre, sempre secondo Hutton, non ci sarebbero prove che Samhain avesse a che fare coi morti, e la Commemorazione dei defunti iniziò a essere celebrata solo in seguito, nel 998.

Stefano VI (896-897)Sisto V (1585-1590)
Jean_Paul_Laurens_Le_Pape_Formose_et_Etienne_VII_1870

Processo al cadavere del papa Formoso (Le pape Formose et Etienne VII, dipinto di Jean-Paul Laurens, 1870)

Papa Stefano VI, succeduto a papa Bonifacio VI (il cui pontificato durò solo 15 giorni), influenzato da Lamberto ed Ageltrude, processò Formoso nel gennaio dell’897, in quello che venne chiamato il “Sinodo del cadavere”. Il cadavere di Formoso venne dissotterrato, vestito dei paramenti pontifici e collocato su un trono per rispondere a tutte le accuse che erano state avanzate da Giovanni VIII. Il verdetto stabilì che il deceduto era stato indegno del pontificato. Il defunto papa fu accusato di ambizione smodata per l’ufficio di pontefice e tutti i suoi atti e le sue misure vennero annullati, e gli ordini da lui conferiti vennero dichiarati non validi. Le vesti papali gli vennero strappate di dosso, le tre dita della mano destra, usate dal papa per le benedizioni, gli vennero tagliate e con urla selvagge il cadavere fu trascinato via dalla sala ed infine fu gettato nel Tevere. Il cadavere percorse, per tre giorni, venti miglia trascinato dalla corrente del fiume, fino ad arenarsi su una sponda presso Ostia ove fu riconosciuto da un monaco (si dice indirizzato lì da una visione del defunto pontefice) e nascosto dai suoi fedeli finché fu vivo Stefano VI. Dopo la morte di questi e la deposizione del successore Romano, il corpo nascosto venne inumato, per la seconda volta, nella basilica di San Pietro, per volere di papa Teodoro II, che lo avrebbe posto tra le tombe degli apostoli con una pomposa cerimonia. Ulteriori processi contro persone decedute vennero vietati. In seguito papa Sergio III (904-911) riapprovò le decisioni contro Formoso, chiedendo la riconsacrazione dei vescovi da lui ordinati. Poiché però nel corso della loro attività essi avevano conferito l’ordine a molti altri ecclesiastici, prendere tale decisione si rivelò estremamente complicato, perciò la cosa fu lasciata cadere. Successivamente la validità dell’operato di Formoso venne ripristinata.

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Erezione dell’Obelisco Vaticano in Piazza San Pietro. Affresco (1685-1688) nella Biblioteca Apostolica Vaticana.

Nel 1586 papa Sisto V, volendo abbellire piazza San Pietro, ordinò che vi fosse innalzato il grande obelisco che tuttora vi si ammira, ma che a quel tempo si trovava dietro la Basilica Vaticana. L’obelisco era posto ad una estremità del Circo di Nerone, per volere di Caligola trasportato a Roma da Eliopoli, dove si trovava nel Forum Iulii. Il lavoro, che venne affidato al ticinese Domenico Fontana, presentava gravi difficoltà. L’obelisco pesava 350 tonnellate ed era alto 25 metri, perciò il Fontana dovette far calcoli su calcoli e impegnare impalcature, argani e carrucole. Per azionare il tutto si ingaggiarono 800 uomini e 140 cavalli. Il 10 settembre 1586 l’obelisco doveva essere innalzato e, visti i pericoli inerenti al lavoro, fu diramato l’ordine agli operai e alla folla di non fiatare. Per chi avesse lanciato il minimo grido c’era la pena di morte e all’uopo c’erano già sul luogo la forca ed il boia. L’obelisco era quasi a posto quando si videro le funi cedere e allungarsi pericolosamente. Il monolito stava cadendo rovinosamente a terra. Allora nel gran silenzio si levò una voce temeraria a gridare: Daghe l’aiga ae corde! (espressione non genovese, dove sarebbe “Deghe l’aegua ae corde”, ma ligure-ponentina per “Acqua alle funi!”). Il consiglio fu seguito subito dagli architetti con ottimo risultato. A sventare il pericolo era stato il capitano Benedetto Bresca, marinaio ligure, che sapeva bene che le corde di canapa si accorciano quando vengono bagnate. Bresca fu subito arrestato, ma Sisto V come ricompensa invece della punizione gli diede larghi privilegi, una lauta pensione e il diritto di issare la bandiera pontificia sul suo bastimento. Inoltre Bresca avrebbe chiesto ed ottenuto il privilegio, per sé e per i suoi discendenti, di fornire alla Chiesa di San Pietro degli ulivi per la Settimana Santa. Ancora oggi Bresca viene ricordato nella sua città natale, Bordighera.