Da Beato Benedetto XI (1303) a Eugenio IV (1447)

B.Benedetto XI (1303-1304Clemente V (1305-1314)Giovanni XXII (1316-1334)Benedetto XII (1344-1342)

195-BENEDETTO-XITrevisano, generale dell’ordine dei Domenicani, cardinale vescovo di Ostia, venne eletto il 22 ottobre 1303 e morì il 7 luglio dell’anno seguente. Come papa, si accinse a ristabilire la pace nella Chiesa, restituì ai Colonna una parte della loro dignità e tolse la scomunica e l’interdetto che gravavano sulla Francia. La sua morte fu attribuita ad avvelenamento per istigazione di alcuni cardinali che avrebbero voluto continuare la politica ed i sistemi del suo predecessore. Fu poi canonizzato, per le sue virtù, da papa Benedetto XIV. Sepolto a Perugia, San Domenico.

196-CLEMENTE-VNacque a Villandraut presso Bordeaux. Era arcivescovo di questa città allorché venne eletto pontefice il 5 giugno e consacrato il 14 novembre 1305. Vollero la sua elezione i cardinali favorevoli alla Francia. Nel 1309 trasportò la sede papale in Avignone, iniziando così quel periodo di sessantotto anni durante il quale i pontefici vissero lontani da Roma, e che venne chiamato la cattività di Babilonia. Presiedette il Concilio di Vienna (1311-1312), nel quale abolì l’ordine dei Templari. Fece riconoscere Cariberto re di Ungheria; scomunicò i Veneziani e mandò contro di essi un esercito che prese Ferrara. Favorevole a Filippo il Bello, temperò in favore suo le bolle di Bonifacio VIII. Dopo aver bandito una crociata contro i Mori, si spense il 30 aprile 1314. Lasciò le Costituzioni dette Clementine. Sepolto a Uzeste, Nôtre Dame.

197-GIOVANNI-XXIINato a Cahors (Francia), fu vescovo di Fréjus, arcivescovo di Avignone e di Porto. Venne eletto papa a Lione, dopo una sede vacante di due anni. Scelse Avignone per propria residenza. Fece pubblicare le costituzioni di Clemente V col titolo di Clementine. Avvertito di una cospirazione tramata contro la sua vita, ne fece arrestare il principale autore, Géraut, vescovo di Cahors, che venne arso vivo. Mise pace nell’ordine dei Francescani, diviso in due partiti. Rimasta vacante la corona imperiale in Germania, e disputandosela Ludovico di Baviera e Federico d’Austria, Giovanni XXII si riservò di decidere fra i due competitori. Federico depose le armi, ma Lodovico, senza aspettare l’approvazione del papa, assunse il titolo di re di Roma. Scomunicato per questo fatto, scese in Italia, occupò Roma, si fece incoronare da alcuni vescovi destituiti, oppose a Giovanni XXII l’antipapa Nicola V, eletto dai Ghibellini di Lombardia. Stavano coi Ghibellini Castruccio Castracani, Cane della Scala, i visconti di Milano e i Colonna di Roma; coi Guelfi e col papa Giovanni, Roberto di Napoli. L’imperatore bàvaro dovette ritirarsi dall’Italia, e i legati del papa furono riammessi in Roma. Durante questo pontificato il diritto di eleggere i vescovi venne tolto al clero e al popolo e fu avocato al papa.

    Giovanni XXII, ch’era stato medico, lasciò trattati latini su questioni di medicina e numerose Lettere.

    Sepolto ad Avignone, Cattedrale.

Monaco francese, di nascita umilissima, divenuto cardinale, venne eletto il 20 dicembre 1334. Fu il terzo papa francese che tenne in Avignone, rimanendo sempre lontano da Roma. Il suo regno fu una vera reazione democratica e mistica contro le tendenze puramente feudali e politiche del papa di Roma. Egli si occupò di riforme e di opere caritatevoli; si conciliò con i romani, pur rifiutando di ritornare a Roma, e, se continuò la lotta contro l’imperatore Luigi di Baviera, si sforzò intanto di metter pace tra la Francia e l’Inghilterra e di ricondurre all’unione i Greci scismatici.

    Morì nel 1342.

    Sepolto ad Avignone, Cattedrale.

Clemente VI (1342-1352Innocenzo VI (1352-1362)Urbano V (1362-1370)Gregorio XI (1370-1378)

Francese, divenne arcivescovo di Rouen, fu eletto il 7 maggio e consacrato il 19 di quel mese del 1342. Continuò la resistenza in Avignone ad onta delle insistenze romane, e acquistò la sovranità di quella città. Fu tenacissimo nella questione delle investiture, delle quali propugnò il diritto, specialmente contro Edoardo II d’Inghilterra. Depose l’imperatore Luigi di Baviera  fece eleggere Carlo IV di Lussemburgo. Uomo dotto, protesse il Petrarca e il Villani, fece ornare il palazzo dei papi in Avignone, e in generale favorì le arti. Volle si celebrasse il giubileo della Chiesa a periodi di 50  non più di 100 anni. Sotto il suo pontificato, Cola di Rienzi tentò di ristabilire la repubblica in Roma. Di lui fu detto, come di non pochi altri pontefici, molto bene e molto male. Cessò di vivere il 6 dicembre 1352, a Villeneuve d’Avignone.

    Sepolto nell’abbazia di La Chaise-Dieu (diocesi di Clermont).

Nativo di Brissac, fu successivamente vescovo di Noyon, di Clermont e di Ostia. Venne eletto a succedere a papa Clemente VI in Avignone il 18 dicembre 1352. Riaffermò l’autorità papale in Roma, mandando in quella città il legato Alburnoz. Permise a Carlo IV di ricevere la corona imperiale in Roma, ma imponendogli di allontanarsi immediatamente dopo dal territorio romano. Lottò contro le bande di briganti che infestavano molti dei domini della Chiesa, e riuscì a farle disperdere. Fissò la residenza ai vescovi con l’obbligo di rimanervi, pena la scomunica. Cessò di vivere il 18 dicembre 1362. Viene generalmente giudicato un buon pontefice a tutti gli storici sono concordi nell’affermare che il suo pontificato fu senza scandali.

    Sepolto nella certosa di Villeneuve-lès-Avignon.

Monaco benedettino francese, nato a Grisac nel 1309, fu legato d’Innocenzo VI, al quale successe nel 1362. Urbano V fu il sesto dei papi d’Avignone. Nel 1367, cedendo alle sollecitazioni dei romani trasportò a Roma, la sede pontificia, ma poi la riportò ad Avignone nel 1370. Favorì le lettere, istituì l’università di Cracovia, fondò un collegio a Montpellier, si dimostrò amico della pace. Fu beatificato, e Pio IX confermò la sua beatificazione nel 1870.

    Sepolto a Marsiglia, San Vittore.

Questo papa francese, ch’era stato nominato cardinale a 17 anni, fu eletto a 36. Rivolse le sue cure a rappacificare fra loro i principi d’Europa, massime quelli d’Inghilterra  e di Francia, fra i quali durava un’aspra guerra; mandò missionari in Moldavia e in Bosnia, e, per far cessare le lotte di fazioni che infierivano in Roma e negli Stati pontifici, decise di riportare la sede papale da Avignone a Roma, dove entrò solennemente il 17 gennaio 1377, e pose la sua residenza in Vaticano, essendo caduto in rovina il palazzo Lateranense. Altri fatti importanti del suo pontificato furono la condanna dei partigiani di Raimondo Lullo e la riconciliazione di Firenze con Roma, alla quale contribuì Santa Caterina da Siena.

    Sepolto a Roma, Santa Maria Nova.

Urbano VI (1378-1389)Bonifacio IX (1389-1404)Innocenzo VII (1404-1406)Gregorio XII (1406-1409

Nato a Napoli nel 1318, venne eletto papa mentre era arcivescovo di Bari. Il popolo di Roma, contrario alla elezione di un pontefice francese, dopo che Gregorio XI aveva riportata in quella città la Santa Sede, tumultuava intorno al conclave domandando un papa romano. I cardinali si decisero in fretta per un napoletano, evitando in tal modo di cedere completamente alla volontà popolare.

    Ma Urbano VI si attirò subito, per la sua severità, vivissime antipatie. I cardinali si ritirarono ad Anagni e proclamarono nulla l’elezione, affermando che non era stata libera. Nominarono allora l’antipapa Clemente VII e iniziarono così il «grande scisma d’Occidente». Riconosciuto soltanto da una parte delle potenze d’Europa, urbano VI, manifestò un carattere inquieto e violento. Assediato in Nocera da re Carlo, dovette fuggire a Salerno, poi in Sicilia ed infine a Genova, dove fece uccidere parecchi de’ suoi cardinali, accusandoli di aver cospirato contro di lui. Tolse il regno di Napoli alla regina Giovanna, perchè questa si era volta al partito dell’antipapa, e lo diede a Carlo III, duca di Durazzo. Alla morte di questo principe, disputò il regno al giovane Ladislao, ma mentre si preparava a nuove contese, morì per una caduta da una mula (18 ottobre 1389). Quattro anni dopo morì, anche il suo competitore Clemente VII, ch’erasi dimostrato migliore di lui, per quanto rapace e avido di ricchezze.

    Sepolto a Roma, San Pietro.

Cardinale napoletano, venne eletto papa l’11 novembre 1389, e il nome che scelse fece prevedere che non sarebbe stato meno superbo e ambizioso del suo predecessore Bonifacio VIII. Infatti così fu. Durante il suo pontificato fu celebrato con grandissima pompa e il giubileo del 1400, che fece accorrere a Roma una quantità enorme di stranieri, i quali tuttavia riconoscevano per unico pontefice quell’antipapa Benedetto XIII (Pietro de Luna), ch’era successo all’antipapa Clemente VII e vide regnare e morire parecchi papi legittimi. Bonifacio IX venne tacciato di cupidigia e di aver rivolto ad usi temporali una parte delle entrate ecclesiastiche, specialmente per arricchire i suoi fratelli e nipoti. A lui fecero atto di sottomissione parecchie città delle Marche. Cessò di vivere nel 1404.

    Sepolto a Roma, San Pietro.

Nato a Sulmona, fu arcivescovo di Ravenna, venne nominato cardinale nel 1389. Successe a Bonifacio IX nel 1404, mentre era antipapa in Avignone Benedetto XIII. I tumulti scoppiati in Roma durante quel periodo costrinsero il papa a rifugiarsi a Viterbo; di là egli scomunicò Ladislao re di Napoli, che favoriva i ribelli. Sino alla fine del suo breve pontificato, Innocenzo VII si vide minacciato dal suo competitore. Appena ritornato a Roma, da Viterbo, morì colpito da apoplessia, o forse, come vogliono alcuni, avvelenato dai suoi nemici.

    Sepolto a Roma, San Pietro.

Nato nel 1325, fu eletto durante il grande scisma fra i pontefici di Roma e quelli di Avignone. Era allora antipapa Benedetto XIII e pareva che i due si accordassero per deporre entrambi il loro potere, facendo cessare lo scisma, quando ogni accordo sfumò. Fu allora convocato un concilio di Pisa (1409) che dichiarò Benedetto e Gregorio scismatici, eretici e spergiuri, e nominò papa Alessandro V. Ma gli altri due non cessarono di far valere i loro diritti. Il concilio di Costanza pronunziò definitivamente la deposizione del papa e dell’antipapa. Gregorio XII rinunciò al pontificato e si ritirò a Recanati, ove morì all’età di 92 anni.

    Sepolto a Recanati, Cattedrale.

Alessandro V (1409-1410)Giovanni XIII (1410-1417)Martino V (1417-1431)Eugenio IV (1431-1447)

Il 27 giugno 1409 fu eletto a Pisa, dai cardinali delle due obbedienze, Pietro Filargo, candiota, monaco francescano, cardinale arcivescovo di Milano, che fu incoronato il 7 luglio e prese il nome di Alessandro V. La sua elezione non pose fine allo scisma. I due papi deposti continuarono a governare le Chiese che li avevano riconosciuti. Alessandro V morì a Bologna, forse avvelenato, dopo un pontificato di dieci mesi, durante il quale scomunicò e depose Ladislao re di Napoli e concesse straordinari privilegi ai monaci francescani.

Di nobile famiglia napoletana, fu corsaro nella sua gioventù; ambizioso e audacissimo, entrò negli ordini, divenne in breve arcidiacono a Bologna, poi cardinale e legato pontificio in Romagna. eletto papa nel 1410, favorì Ludovico d’Angiò contro Ladislao di Napoli, ma riuscito vittorioso quest’ultimo, lo riconobbe come re di Napoli. Ladislao, non soddisfatto, occupò Roma ed obbligò il pontefice a rifugiarsi a Firenze. Durava intanto il grande scisma nella Chiesa ed erano papi ed antipapi con Giovanni XXIII, Gregorio XII e Benedetto XIII. Giovanni, per assicurarsi Ladislao, si procurò l’appoggio dell’imperatore Sigismondo, al quale promise di convocare un concilio generale che ponesse fine allo scisma, e si assicurò l’amicizia del duca d’Austria, conferendogli il grado di generale delle truppe della Chiesa. Il concilio generale fu convocato a Costanza (1414) e il pontefice andò ad assistervi; ma spaventato dalle accuse lanciategli di simonia e di costumi dissoluti, fuggì a Sciaffusa, protetto dal duca Federico d’Austria. Fatto prigioniero poco dopo, venne deposto dal concilio – che eleggeva Martino V – e rinchiuso nel castello di Gottilieben. Trasferito poi a Eidelberga, Giovanni XXIII ottenne la libertà, venne a Firenze, ratificò la sua rinuncia alla tiara e fu benignamente accolto dal nuovo papa che lo fece decano del Sacro Collegio. Morì a Firenze il 22 novembre 1419. Lasciò eleganti versi latini.

Nato in Romagna nel 1365, il cardinale Ottone Colonna fu eletto papa dal concilio di Costanza nel 1417, dopo l’abdicazione di Gregorio XII e la deposizione di Giovanni XXIII e dell’antipapa Benedetto XIII. Questa elezione pose fine al grande scisma. Prima della sua incoronazione Martino V giurò di consacrare il suo regno alla riforma della Chiesa, ma siccome avrebbe dovuto colpire intorno a sé personaggi potenti, non ebbe la forza di mantenere quel giuramento. Però il suo pontificato non fu completamente sterile. Il nuovo papa incoraggiò le arti; fece restaurare in Roma il palazzo di Laterano e la chiesa dei Santi Apostoli; favorì gli sforzi di S. Bernardino da Siena e di Santa Francesca per risvegliare la devozione nei romani. Gli si rimprovera di aver prodigato onori e ricchezze ai Colonna suoi parenti, che divennero potentissimi in Roma. Cessò di vivere nel 1431.

    Sepolto a Roma, Basilica San Giovanni in Laterano.

Nipote di Gregorio XII, il cardinale Condolmer, che era stato vescovo di Siena e legato nella Marca di Ancona, venne eletto papa il 31 marzo 1431. Nell’anno stesso della sua elezione ebbe luogo il concilio di Basilea, nel quale nacquero complicate discordie. Nel contemporaneo concilio di Ferrara, convocato da Eugenio IV, venne discussa e conseguita (1439) la pace fra la Chiesa latina e greca, la quale pace era stata sollecitata dall’imperatore greco, minacciato dai Turchi. Però l’unione delle due Chiese durò assai poco, per colpa dei greci. Frattanto, il concilio di Basilea, che durava da alcuni anni, pronunciò la deposizione di papa Eugenio e produsse un nuovo scisma eleggendo l’antipapa Amedeo, duca di Savoia, che prese il nome di Felice V. Eugenio IV, da Firenze, dove era stato trasferito il concilio, rimandava le scomuniche che gli venivano lanciate. Trasferì poi il concilio a Roma (1442), mentre i Turchi moltiplicavano le loro vittorie in Oriente e opprimevano i greci, inutilmente soccorsi dalla cristianità. Si spense il 23 febbraio 1447. I disordini ai quali aveva assistito non erano ancora cessati.

    Sepolto a Roma, San Salvatore in Lauro.