I Papi da Costantino alla fine dell’epoca romana

Con la convenzione di Milano, promulgata dall’imperatore Costantino (306-337) nel febbraio del 313, i cristiani, ancora minacciati di sterminio, acquisirono gli stessi diritti dei pagani, ottennero la libertà di culto e riebbero i beni confiscati.
Per la chiesa iniziava un’epoca nuova. Nel 330 Costantino fece di Bisanzio, trasformata in Costantino poli, la nuova capitale dell’impero spostandone il baricentro in Oriente; questa decisione ebbe conseguenze di grande portata sull’avvenire del primato di Roma. Nacque allora quel dualismo politico-religioso che caratterizzerà l’Occidente fino ai nostri giorni.
Nel V secolo i papi promossero decisamente la progressiva affermazione del primato romano soprattutto in concomitanza con le numerose controversie dottrinali, anche se tra realtà e pretesa difrequente si scavò un abisso e qualche pontefice dovette anche subire schemi e persecuzioni. Al termine del perzodo paleocristiano e, a un tempo, alle soglie del Medioevo emerge la maestosa figura di Gregorw Magno, il papa che diverrà un modello per il Medioevo stesso.
J. Gelmi, I Papi, Rizzoli, Milano, 1987